Mauroemme nacque.
E di questi tempi, se permettete, è già una bella certezza.
Era un plumbeo meriggio marzolino del ’57, millenovecento
per i precisini, dalle parti di Padova per i più
pignoli.
La leggenda narra che nel momento del parto una
saetta s’abbatté su un albero vicino, al che i vecchi
ebbero a dedurre che il bambino sarebbe stato sicuramente
un fortunato. Infatti, dopo un anno perde il
padre e ne segue un’infanzia stentata.
All’età di sei anni, Murphy si distrae un attimo e la
madre ne approfitta per risposarsi felicemente.
Trasferitosi in Piemonte, trascorre l’adolescenza
acquisendo una notevole esperienza sul sesso e sulla
psiche femminile e relativi derivati: finalmente capisce
il significato intrinseco di “No, non te la do”.
A sedici anni si trasferisce in Friuli, dove tuttora
vegeta. Frequenta con successo il corso di Costruzioni
Aeronautiche, mostrando subito una grande abilità
nella costruzione di aeroplanini di carta. Supera brillantemente
gli esami d’immaturità, al punto che molti
professori lo salutano con le lacrime agli occhi. Di
gioia, seppe poi.
Durante il servizio militare, gli viene incautamente
affidato un cannone: detiene tuttora il record di obiettivi
virtualmente colpiti nel corso di una sola esercitazione:
24 chiese, 6 postazioni di croce rossa e
un posto di comando, il proprio. Al termine della leva,
il suo cartellino rosa di congedo cita: In caso di chiamata
alle armi, la S.V. è pregata di rivolgersi al più
vicino comando militare. Del nemico.
Inizia poi l’attività impiegatizia. Nonostante la rifugga
come la peste, la carriera di manager lo rincorre ed in
breve lo agguanta. Non è mai stato uno veloce, e poi si
sa che la velocità della sfiga è l’unica velocità superiore
a quella della luce.
Le responsabilità di lavoro lo portano ad innumerevoli
viaggi all’estero, dove ha la fortuna di visitare tutti i
posti più malfamati e a rischio del mondo, invidiato da
amici e parenti.
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Mauroemme visto dai figli
Tra le sue innumerevoli attività parallele si evidenzia
principalmente quella di ex. Ex cestista pigro
(parrà incredibile, ma è riuscito a fare più panchina
di Del Piero), ex cronista sportivo radiofonico
(famose le sue interviste dagli spalti durante le
risse tra tifosi, e poi dal pronto soccorso), ex
giornalista (corrispondente in zona di guerra, per
cronache condominiali), nonché ex scrittore di
fama, molto famoso presso i familiari, ed ex musicista
compositore: tra i brani non scritti da lui si
ricordano in particolare tutti quelli divenuti celebri.
Dal punto di vista affettivo, dopo contrastate
esperienze con tutti gli esseri di specie femminile
della zona – incluse specie animali ed aliene – approda
a giuste nozze col suo agognato ex primo
amore nell’81 (millenovecento, rompiballe!) e il
legame pare reggere tutt’ora molto bene. Con suo
grande orgoglio, la moglie è attualmente in attesa
di un lieto evento: la beatificazione vaticana, dopo
il lungo martirio.
È padre di due gemelli, che non si somigliano affatto
perché ad uno crescono i baffi e all’altra no.
Molte incertezze sussistono tutt’oggi sulla data
della sua morte. Con una rapida toccatina ai paesi
bassi, lui si augura vivamente che sia il più tardi
possibile.
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