Sezione Mauroemme musicista (19 documenti)
 

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torna in cima alla pagina Mauroemme e la Musica


Autodidatta, Mauroemme si avvicina alla composizione musicale nei primi anni ‘70.
Di estrazione cantautoriale (come non esserlo, nascendo musicalmente nel periodo d’oro dei Battisti, De Andrè, Battiato, Guccini e tanti altri) imposta e sviluppa negli anni uno stile molto personale, abbastanza lontano dalla canzone commerciale.
Il testo è fortemente poetico e ricercato, la musica è prevalentemente impregnata di pathos, preferendo armonie intense e di ampio respiro.
Nei primi anni ‘90 instaura una collaborazione con una nota casa discografica di Milano. Abbandona l’avventura senza alcun rimpianto pochi anni dopo, rifiutando di piegare il suo genere alle esigenze commerciali del periodo, decisamente più leggere.
Nel 2003 avvia un nuovo progetto fondando il gruppo dei Jazz Lag, con componenti fortemente creativi e di estrazione musicale completamente diversa, dal chitarrista Metal, al bassista Jazz, al batterista Grunge—Rock, al cantante Country-Melody, a lui stesso di estrazione pop cantautoriale.
Mauroemme crea testi e idea armonica, ognuno poi arrangia in totale libertà la partitura di sua competenza.
Il gruppo sperimenta e spazia volutamente in assoluta libertà in molti generi, Jazz, Fusion, Rock, Colonne Sonore, New Age, fino alla musica sperimentale propriamente detta, privilegiando l’improvvisazione, rifiutando ogni tipo di etichettatura.
La creatività è ai massimi livelli, con oltre 200 tra brani, sperimentazioni ed idee musicali originali, composti nei soli primi due anni di attività.
Di seguito, alcuni testi di brani di sua composizione.
 
 

         

torna in cima alla pagina ADESSO


Ti sorprende nel silenzio il profumo della libertà,
si diffonde nella mente, aleggia lieve nella stanza
come essenza d’esistenza, come danza impertinente e irriverente.
Ti sorprende nel risveglio e ti avvolge, inebriante,
poi ti culla in un pensiero, in un letto quasi intatto,
un vuoto amore ad ogni costo copre un amore prigioniero, ma sincero.
E non ha niente a che vedere col calore di un abbraccio,
è solo vaga sensazione d’esser liberi davvero
che come polvere si posa su un’antica ribellione all’esser soli.
Vorrei dimenticare ciò che resta dentro a questo cuore mio,
né carriera né successo, solo il peso di un ricordo, di un addio.
E cammino nel futuro aggrappandomi a una vuota libertà.
Vorrei dimenticarti e ricominciare adesso, adesso, adesso
poter vivere lo stesso e trovare un compromesso adesso, adesso,
e scoprire che non posso perché ti vorrei adesso, adesso, adesso.
Che m’importa del successo, io ti vorrei adesso qui con me.
Vorrei dimenticarti e ricominciare adesso, adesso, adesso
poter vivere lo stesso e trovare un compromesso adesso, adesso,
e scoprire che non posso perché ti vorrei adesso, adesso, adesso.
Ma che m’importa del successo, io ti vorrei adesso qui con me.
C’è una maschera che attende di mostrare il suo sorriso
mentre il sole all’improvviso colora la mia oscurità
e quest’attimo che va già si stampa sul mio viso,
si disperde dentro l’anima un’ambigua, evanescente libertà.
 
 

         

torna in cima alla pagina ALBA


Devi avere paura del buio
per scoprire e sentire la vita,
quando la prima, timida luce
t’avverte che la notte è finita.
 
 

         

torna in cima alla pagina ANTISOCIALE


Mi ha chiamato il direttore e mi ha detto “Mi dispiace, è licenziato.
Congiuntura commerciale, c’è flessione nel contesto strutturale.”
Io non ho capito niente e so che è stata licenziata tanta gente.
Ho fiducia nel futuro, ma il problema è sopravvivere al presente.
Io non credo che la vita sia soltanto un’opinione personale,
che si debba litigare nel nome dell’orgoglio individuale,
che il denaro ed il benessere sociale conti più delle persone,
e che il prezzo da pagare sia violenza ed emarginazione.
Io non credo che il futuro sia lottare per cambiare,
forse basta solamente dialogare.
E io non credo che il futuro sia soltanto soddisfare
l’egoistica esigenza personale. Antisociale!
Non c’è niente da capire, non c’è tempo per sognare o per pensare.
Devi solamente agire, il progresso non può starti ad aspettare.
Il benessere è soltanto conseguenza della nostra libertà,
il benessere è progresso culturale per la nostra società.
Se vuoi essere stimato, riverito e rispettato sposa solo la carriera personale.
Il successo è razionale, un bene individuale,
il sentimento è solo sfera emozionale. Antisociale!
Io non credo che la vita sia soltanto un’opinione,
io non credo che il denaro conti più delle persone.
E io non credo che la forza sia la sola soluzione.
E io credo che il futuro ci sarà, se lo vogliamo,
e non sarà soltanto un bene artificiale. Antisociale!
 
 

         

torna in cima alla pagina UNA CANZONE D’AMORE


Ma che ora è,
il silenzio ha l’odore del caffè.
Quasi quasi resto qui.
Forse è meglio di no, di no.
Tanto è inutile, lo so,
va a finire che poi tanto arriverai
come sempre nei pensieri miei,
nei pensieri miei...
Io non ho questa forza che tu hai
di nuotare nei pensieri altrui,
mentre io so soltanto naufragare
dentro ai sogni miei.
E mi lascio innamorare perché tu,
solo tu mi puoi salvare.
E vorrei poter raccogliere
questa fragile emozione mia
e posarla dolcemente dentro te,
dentro ai sogni tuoi.
Poi aprire lentamente le mie mani
e trovare una canzone d’amore per te.
 
 

         

torna in cima alla pagina IL CORAGGIO PER ME


Che coraggio ci vuole per me, risvegliarsi in un mondo così
e cadere da un letto di nuvole, nuvole, nuvole.
Che coraggio ci vuole per me, rivestirsi di un giorno di più,
indossare la maturità, l’armatura d’acciaio che ho,
poi tuffarsi di nuovo là fuori, cacciare o fuggir differenza non c’è.
Che coraggio ci vuole per me per cercare un sorriso di più
al mercato delle ambiguità senza vendere quello che ho,
quando un nuovo mercante verrà con un cesto di sogni per me, per me.
Che coraggio ci vuole per me risvegliare un amore così
e cadere da un letto di favole, favole, favole.
Che coraggio affrontare così questa nuova avventura per me,
questo amore che mi toglierà l’armatura d’acciaio che ho,
rituffarsi di nuovo là fuori a cercare qualcosa che parli di te.
E che coraggio ci vuole per me regalarti un sorriso di più
tra i lamenti di questa città, non voler più di quello che ho
quando un altro mercante verrà con un cesto di sogni per me e per te.
Che coraggio ci vuole per me risvegliarsi in un mondo così,
che coraggio ci vuole per vivere, vivere, vivere.
Che coraggio ci vuole per me non volere null’altro che te,
risvegliarsi e aver voglia di vivere, vivere, vivere.
 
 

         

torna in cima alla pagina GIORNI FRAGILI


Ma cosa c’è che mi fa pensare a te
quando si spegne il giorno.
Ma cos’è che mi fa nuotare
in questo mare di noia,
cercando qualcosa che somigli almeno un po’
al tuo sorriso,
cercando un volto che non c’è, che non c’è.
Ma cosa c’è che mi fa pensare a te
con questa grande voglia che ho
di dare un calcio al mondo
quando sarò qualcuno.
E cosa c’è che mi fa pensare a te,
che spegne il tuo profumo sulla mia pelle
quando tu non ci sei,
quando sono solo solo,
col mio bisogno d’amore,
col mio bisogno d’amore.
Notti fragili dentro e fuori di me.
Ma cosa c’è che mi fa pensare a te
quando si spegne un altro giorno,
quando s’affaccia il tempo
e sparge futuro su di noi,
sul mio bisogno d’amore,
sul tuo bisogno d’amore.
Giorni fragili dentro e fuori di noi.
 
 

         

torna in cima alla pagina I GIORNI PASSANO


E intanto il tempo scorre, ed ancora non ci sei,
divagano gli istanti sui primi appuntamenti,
sul nostro primo bacio che ci faceva fremere,
progetti futuribili, io che non volevo attendere...
E intanto il tempo scorre come un fiume in piena
e dilagano gli istanti come spermatozoi,
tutti portando vita o tutti portando niente
e non so mai se amare o solo essere prudente.
Intanto i sogni passano e mi lasciano una scia
come navi all’orizzonte su una piatta nostalgia,
essere o non essere, vivere o dormire,
lasciarsi sopravvivere, ridere o soffrire.
Intanto i giorni passano e ti lasciano una scia,
vagoni di ricordi fermi sulla ferrovia,
fra la voglia di partire e il coraggio di restare,
saper dover sorridere, sapere cosa fare...
E intanto il tempo scorre e tra poco arriverai,
tranquilla, sorridente e bella più che mai.
Intanto i giorni passano e lasciano una scia,
indelebile sentiero tra passioni ed apatia.
Intanto i sogni passano e tu sei nei giorni miei,
tu che riesci a sopportare ciò che sono e che vorrei,
filo teso fra le onde dei miei dubbi e i miei perché,
indelebile sorriso che dilaga dentro me…
 
 

         

torna in cima alla pagina JENNY J.


L’alba si aggrappa sulla città
folletti e foreste incantate già dissolte a metà
e noi che guardiamo lontano dentro di noi,
lasciandoci dietro una notte da lupi
e questo giardino di fate appassite
e questo deserto, granelli di storie finite.
Povera, candida fata turchina
che attende il suo principe con la scarpina,
fata soltanto passata di moda,
che sfoglia ogni giorno la sua margherita,
che passa le ore davanti allo specchio,
che sogna il suo principe azzurro per tutta la vita.
Quanta la gente che inciampa e che cade
camminando coi piedi per terra, senza le spade.
Ma tu non li vedi e loro non vedono te.
Non è più tempo di fate, oramai.
No, Jenny, non è più tempo di eroi.
Ti ricordi quel sogno? Beh, non ne ho più bisogno.
Ora sono soltanto e solo fatti miei.
Ti ricordi quel giorno? Vecchia favola senza ritorno,
fata non eri e neanche adesso lo sei.
Mia cara Jenny, mia cara Jenny, o Jenny J.
 
 

         

torna in cima alla pagina NINA


Sabbia da mangiare e da respirare,
sabbia nelle scarpe fino a traboccare,
pensa che credevo che la guerra fosse un’avventura.
Dorme il saraceno dentro quelle mura,
qui la notte è fredda come la paura,
cavalieri e grida che si tufferanno nel mattino.
Guerra d’ideali o di religione,
non ho ben capito qual è la ragione.
Un’opinione.
Oh, Nina, vorrei nascondermi.
Oh, Nina, vorrei fuggire da te.
Nina c’è la luna: sembra la tua pelle,
Nina sono occhi tutte quelle stelle.
Nina questa notte ti vorrei vicina col tuo amore.
Nina quanto freddo, Nina il tuo calore.
Nina la paura, Nina poche ore.
Nina dentro l’alba, qui non fa rumore il destino.
Oh, Nina, no, no, non piangere.
Oh, Nina, vorrei tornare.
Oh, Nina, no, no, non piangere.
Oh, Nina, presto ritornerò.
 
 

         

torna in cima alla pagina NON C’E’ FINE


Non c’è fine e soluzione
non c’è pace tra gli ulivi.
Solo il fango sulle scarpe
e sudore di contadini
Sangue cola dai confini
lava i campi e le contrade
Lava il tempo e le passioni
non c’è pace tra gli ulivi
Non c’è fine e soluzione
la mia bocca è il mio fucile
Le mie mani son lavate
la mia mente è il mio cannone
Solo il sole del mattino
che s’arrampica tra i rami
Tra il carbonio ossidato
e la tua estrema unzione.
 
 

         

torna in cima alla pagina PALLE


Palle, palle, palle, cubi rotondi rotolanti, saltellanti.
Palle prese a calci, a racchettate, palle in rete, palle in buca.
Palle, palle, palle, palle da contare, da scrivere e da dire.
E tutti che si dicono... Tutti che ti dicono solo...
Palle, palle, palle, palle da toccare, da sbattere, da fregare.
E tutti se ne fregano... Tutti che si sbattono...
Tutti che lavorano palle palle palle
E tutti che si amano palle palle palle
Tutti che promettono palle palle palle
E tutti che ci credono palle palle palle.
Che cosa ci vuoi fare, pensa che anche al mondo
infondo, infondo, gli girano i pianeti attorno.
E tutti questi, mondo incluso, nati certo non per caso,
senza averlo mai preteso, dibattuto o condiviso,
altro non sono che... altro non sono che...
E che il giovane è un illuso e pertanto va persuaso,
che il terrone è solo un peso, che l’Italia è un paradiso
altro non sono che... altro non sono che...
Palle, palle, palle, palle da pagare, da rompere, da girare.
E tutti che si rompono... E tutti che gli girano...
Palle, palle, palle, palle da pagare, da nascondere, da negare.
E tutti che ci mangiano... E tutti che lo negano...
Tutti che ti dicono palle palle palle
Tutti che ti insegnano palle palle palle
Tutti che ti cantano palle palle palle
E tutti che le comprano palle palle palle
Sai cosa ti dico, mi son rotto di cantare
Dopo tutto sono solo palle palle palle
e tutti se ne fregano... e tutti che si sbattono…
 
 

         

torna in cima alla pagina QUALCOSA DI STRANO


Stasera c’è qualcosa di strano nell’aria.
Il tempo, la luna, il silenzio, non so.
Stasera c’è qualcosa di strano in me.
Il silenzio, la sensazione di cercare qualcosa,
di sentirsi soli sotto una cupola di stelle.
Voler volare,
volersi immergere nel silenzio siderale
per fuggire oppure entrare in sé stessi.
Tuffarsi in qualcosa o in qualcuno,
velato da nubi e nebulose.
Dentro o fuori di noi.
Ed emerge una nuova, inebriante sensazione
di non sentirsi soli
tra migliaia e migliaia di stelle.
 
 

         

torna in cima alla pagina QUALCOSA IN PIÙ


Pioverà, lo sento che tra poco pioverà.
Dovrei far mille cose e non mi va.
O forse è questo giorno chi lo sa,
è grigio come me.
Chissà se lei si accorgerà di me,
se oggi finalmente nascerà l’amore che non c’è,
se mi ritroverò qualcosa in più,
se il mondo cambierà.
Se potessi cancellare queste fragili emozioni,
io lo farei, si lo farei.
Potrei razionalizzare le passioni e le opinioni
e non sarei sempre nei guai.
Che carriera potrei fare, uomo vero da invidiare
diventerei, diventerei.
E vivrei senza rimpianti, sai.
E riderei anche se tu te ne vai.
Se potessi cancellare queste fragili illusioni
io lo farei, si lo farei.
Potrei smettere di stare chiuso in casa a far canzoni
pensando che le ascolterai.
Potrei farti innamorare senza chiedere né dare.
Scoprirei che senza l’anima non avrei niente di più
di ciò che ora ho.
 
 

         

torna in cima alla pagina RAGAZZE SULLE GOLF


Rosso ti fermi, poi verde si va,
sono i colori di questa città.
Dame e donzelle su Porsche e BMW,
fiabe moderne e antiche virtù,
principesse inutili quando autunno verrà.
Le ragazze sulle Golf hanno un certo non so che,
forse sono come me e non si comprano, non si vendono.
Le ragazze sulle Golf sanno anche dir di no,
sanno amare e divertirsi, sanno pigliare il mondo com’è.
Rosso Ferrari che donne che hai
e dopo l’uso disperderle puoi,
vuoto cuore a rendere quando autunno verrà.
Le ragazze sulle Golf sanno amare e dir di no,
sanno darti un brivido e non si comprano, non si vendono.
Le ragazze sulle Golf hanno un certo non so che,
forse quell’aria di libertà e quel sorriso pieno di sé.
Loro sanno credere alla normalità.
 
 

         

torna in cima alla pagina SENSIBILITÀ


Vedrai, l’estate tornerà e poi si poserà
sul prato e su di me, e ancora mi ritroverà così,
disteso a pancia in su, con qualche ruga in più,
a chiedermi chissà dov’è l’eternità:
dietro a questo cielo, lassù, nel mondo che vorrei
o dentro agli occhi tuoi e dei bimbi che avrai.
E scivola leggera la mia sensibilità,
e l’emozione che ti bacia e se ne va.
E poi il mondo che sorride di noi,
ingenui sognatori e Pierrot
che cerchiamo amore in ogni cosa.
Eroi celati nella normalità
velati da una maschera di clown,
lo show continuerà domani ancora.
Se potessi cancellare la mia sensibilità
quante cose potrei fare adesso.
Ma le note si confondono già
col tuo viso e l’oscurità
e il tuo sorriso che mi chiede come va.
 
 

         

torna in cima alla pagina SIAMO


Siamo gocce d’acqua che scorrono veloci in un torrente,
pioggia di sorgente che corre incontro al mare aperto.
Siamo gocce d’acqua che scivolano lente sul deserto,
che affidano al passato il solco doloroso del presente.
E siamo le stagioni che scorrono sul prato della vita,
sabbia fra le dita, nuvole che ombreggiano il sentiero.
Siamo il vento, siamo il sentimento più sincero,
siamo l’attimo fuggente, gli attori di una favola infinita.
E siamo la campana che rintocca,
il ricordo di una vecchia filastrocca,
il passato mascherato da poesia,
il presente che ci bacia e fugge via.
E siamo le scelte che facciamo,
siamo ciò che abbiamo e ciò che diamo,
siamo nella forza del pensiero
e siamo, siamo liberi davvero.
 
 

         

torna in cima alla pagina UN GIORNO ANDATO


La porta si richiude dietro me,
alle mie spalle un altro giorno andato.
Uno come tanti e tanti ancora,
fatti di paura, di noia e di speranza.
Qualcosa che ci possa trasformare questa vita.
Ehi che silenzio che c’è fuori,
neanche un’auto che mi faccia compagnia.
E non c’è neanche la luna.
La notte si richiude intorno a me,
alle mie spalle un altro sogno andato.
Uno come tanti e tanti ancora,
dispersi nella nebbia fredda del passato.
I sogni che non possono cambiare questa vita.
Ehi che silenzio che c’è fuori,
Neanche un cane che mi faccia compagnia.
E non c’è neanche la luna.
 
 

         

torna in cima alla pagina VORREI RIAVERE


Vorrei una bionda tutta pepe e curve
Bella ricca intelligente e sexy, e dirle addio
Vorrei una lucida Ferrari rossa
Un milione di cavalli al vento e stare in coda.
E vorrei cancellare tutti i volti scuri del telegiornale
Tutte le divise e i cannoni accesi, tutto questo grigio dentro al cuore.
E vorrei poter riavere le carezze e i sorrisi del mattino
I cieli azzurri e il mio aquilone
I sospiri e le promesse in riva al mare.
Vorrei un milione di miliardi in banca
Darli tutti a chi non ha più niente, e rubare il suo sorriso.
 
         
             


" Beati coloro che sapranno ridere di loro stessi,
perché si divertiranno moltissimo "
(Anonimo)
 
         
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